CENNI STORICI CENNI STORICI Le vicende storiche di Mussolente sono state profondamente influenzate dalla conformazione fisica del territorio, distinta in una zona settentrionale e collinare ed in una zona meridionale pianeggiante, e dalla sua ricchezza d'acqua. Per motivi climatici e strategici, la zona collinare ha rivestito un ruolo propulsore nei confronti del restante territorio: già il primo insediamento, da parte di gruppi praticanti la pastorizia e la filatura della lana, risale all’inizio del secondo millennio a.C. ed interessa la sola zona collinare. Fra il VI ed il V secolo a.C. appaiono consistenti attestazioni archeologiche comprovanti l’insediarsi sul colle Castellaro di una comunità appartenente al ceppo veneto: le numerose necropoli rinvenute confermano una comunità abitativa che giunge sino all’annessione allo stato romano. È attribuibile a questo periodo la definizione del nome del territorio, presumibilmente derivato dal toponimo MISQUILEN (=luogo delle acque stagnanti) che compare in una lapide di epoca imperiale conservata nella confinante Sant'Eulalia; coincide con la colonizzazione romana la messa a cultura e lo sfruttamento estensivo della zona pianeggiante, dove sono organizzate strutture abitative a carattere agricolo. Le prime incursioni di popolazioni orientali, pur portando danni limitati, costituirono un’avvisaglia al susseguirsi d’invasioni che, a partire dal IV secolo, investirono a regione. Questa difficile situazione costrinse gli abitanti a cercare rifugio in luoghi adatti alla difesa, come il colle Castellaro, mentre il piano venne progressivamente abbandonato. Le uniche notizie del periodo altomedievale ci provengono dai toponimi di alcune località, di sicura origine longobarda; il silenzio delle fonti riguarda anche il periodo delle invasioni ungare, che investirono Mussolente nella seconda metà del IX secolo. Un vero e proprio punto di svolta per la storia locale avvenne con l’occupazione di Mussolente ad opera del vescovo bellunese Giovanni II, negli anni tra il 950 e il 960, e comportò la creazione da parte dei vescovi conti di Belluno di una unità amministrativa e giudiziaria provvista di personale e di archivio, che rese completa l’autonomia del territorio. Mussolente entrò presto nell’orbita Ezzelina (l’investitura del territorio a Ezzelino il Balbo data al 1156): risale a quest’epoca l’inizio del razionale sfruttamento delle risorse idriche, che consentì un notevole impianto di mulini, di folli per la lavorazione dei panni e di magli per la produzione di attrezzi ed armi. Nel 1260, con la caduta degli Ezzelini, Mussolente fu occupata dal comune di Padova, che vi pose due capitani. Ma il loro dominio fu di breve durata e nel 1262 il castello fu espugnato dal Comune di Treviso, che costrinse gli abitanti ad un vincolo di fedeltà, privandoli dell’indipendenza; divenuto uno dei principali centri filo-scaligeri della marca trevigiana, nel 1320 fu assalito ed incendiato da un esercito composto da milizie bassanesi, trevigiane e friulane. Mussolente, aggregato alla podesteria asolana, divise con il resto del mandamento le successive vicende, compresa la dedizione a Venezia nel 1339. Grazie all’opera di dissodamento a bonifica promossa dalla Dominante fu possibile tornare a coltivare la zona pianeggiante che divenne sede di insediamenti stabili, il più cospicuo dei quali sorse attorno alla cappella di San Rocco (nucleo dell’attuale frazione di Casoni). CENNI STORICI Con la caduta della Serenissima anche l’economia subì un pesante colpo, che trascinò la vita del comune in una spirale di ristrettezze ed emigrazione sia sotto il dominio asburgico che nei primi decenni dell’unità d’Italia. La bufera della I Guerra Mondiale sfiorò il territorio comunale: Mussolente e Casoni, sede questo di in importante aeroporto militare, pagarono con un elevato numero di caduti un pesante tributo alla vittoria. Anche i tragici eventi del secondo conflitto mondiale portarono morte e sofferenze in molte famiglie delle due comunità. Dopo la liberazione, sanate le molteplici ferite fisiche e morali, si verificò una vera e proprio esplosione di attività industriali nei più svariati settori, alcuni dei quali già presenti sin dai primi del secolo, ed un proliferare di piccole imprese attive in ogni campo dell’artigianato: questo rende Mussolente e Casoni una realtà assolutamente tipica ed esemplare del modello di sviluppo veneto.
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